L’attuale quadro congiunturale, caratterizzato dall’assenza di segnali di ripresa concreti, produce un impatto notevole sul mercato del credito alle famiglie che, già dall’ultimo trimestre dello scorso anno, si è mostrato in grande affanno. L’offerta degli istituti di credito è tuttora alquanto debole, considerando che gli spread medi applicati sui nuovi mutui casa viaggiano ancora intorno al 3%, stante le notevoli difficoltà che le banche incontrano nell’approvvigionamento di denaro sui mercati.
Secondo Enrico Lodi di Crif, l’andamento delle richieste di credito è un indicatore chiave del livello di fiducia che le famiglie manifestano nei confronti del futuro, in quanto le aspettative sulle entrate familiari, legate specialmente alla sfera lavorativa, producono un effetto diretto sulla propensione ad impegnarsi nell’acquisto di beni durevoli qual è ad esempio la casa.
Andando nello specifico, l’andamento del primo quadrimestre 2012 è sintomo di una fiducia ai minimi termini, legata sia alla forte instabilità del mercato del lavoro sia al tasso di disoccupazione giovanile, oggi superiore al 30%. Sul fronte dei mutui ipotecari, il singolo mese di aprile ha fatto registrare un -45%, dato perfettamente in linea rispetto al -46% del primo quadrimestre dell’anno. Nessun segnale di miglioramento delle aspettative della domanda dunque, che fa notare ancora di più la distanza rispetto agli anni precedenti, in cui le dinamiche del Q1 sono state -4% nel 2011, 0% nel 2010 e +2% nel 2009.

