Un’intervista concessa da Valter Giammaria, il presidente di Tecnoborsa, ha consentito di mettere in luce le principali differenze tra il mercato immobiliare romano e quello nazionale. Giammaria ha evidenziato il maggiore trend di crescita del mercato romano rispetto a quello nazionale: infatti, il 7,2% delle famiglie romane ha acquistato una casa nel biennio 2010-2011, contro il 2,4% della media nazionale.
Emergono altri due dati rilevanti dall’intervista: sempre nel biennio scorso, il 79,1% del totale degli acquisti ha interessato abitazioni principali e l’8,1% della famiglie considera l’acquisto casa come un’opportunità di investimento dei propri risparmi. Una percentuale speculare di romani, pari all’8,1%, ha acquistato immobili per vacanze, mentre il 4,7% ha acquistato casa per parenti prossimi, in particolar modo figli.
Per quanto concerne l’effetto dell’IMU sulle compravendite residenziali, il giudizio di Giammaria è abbastanza netto e propone una distinzione tra prima e seconda casa: sulla prima casa non si è avuto l’impatto forte che in molti avevano prefigurato, grazie anche alle agevolazioni e detrazioni previste per abitazioni principali e nuclei familiari che vi risiedono; sulla seconda casa l’impatto è invece stato molto più significativo. A Roma infatti, si è registrata una riduzione degli acquisti di seconde case, mentre l’acquisto di abitazioni principali non è calato. Nonostante tutto le famiglie considerano sempre la casa come un bene chiave e sono disposti a sopportare anche il sacrificio di un mutuo oneroso; il mattone si dimostra infatti un investimento sicuro, che si rivaluta nel tempo e che assicura buoni rendimenti.
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